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17 Ottobre 2020 16:00

“Pinin e le masche” del Teatro degli Acerbi a Berzano San Pietro

Berzano San Pietro - panoramico San Pietro
Categoria: IncontriSpettacoli
Immagine “Pinin e le masche” del Teatro degli Acerbi a Berzano San Pietro

BERZANO SAN PIETRO –  L’Ecomuseo Basso Monferrato Astigiano realizza in ottobre una serie di eventi di teatro, musica e memoria a conclusione del percorso di raccolta di testimonianze sul 2020, un anno che è di fatto storia. La rassegna è attuata con la Rete Ecomusei Piemonte e il Laboratorio Ecomusei, in partnership con il nuovo Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, con il patrocinio della Provincia di Asti ed il contributo della Regione Piemonte e della Fondazione CRAsti e della Fondazione CRT. Per la sua realizzazione è coinvolto lo staff artistico e scientifico dell’ARchivio TEatralità POpolare, sezione di lavoro della Casa degli alfieri.

 Il progetto è stato pensato e progettato durante il lockdown e attuato da giugno, raccogliendo e rielaborando artisticamente e in forma video le testimonianze di chi vive nel territorio dell’Ecomuseo Basso Monferrato Astigiano. Ora si attua la “fase due”, la rielaborazione in forma di spettacoli le testimonianze, con un importante programma di appuntamenti da ottobre, nei fine settimana.

Sabato 17 ottobre a Berzano San Pietro nell’omonimo punto panoramico sulla sommità del paese, alle ore 16 “Pinin e le masche” del Teatro degli Acerbi, di Luciano Nattino, liberamente tratto dal racconto di Davide Lajolo, con Massimo Barbero. L’avvicinamento al luogo della suggestiva narrazione potrà essere effettuato tramite un percorso naturalistico.

Pinin è un solitario abitatore dei boschi. Non torna più in paese da tempo. Ai pochi che riescono a trovarlo egli parla della sua vita, di un lungo viaggio, di un amore, di ricordi, di mondi possibili. E di “masche”, amiche e sconosciute, protettrici e crudeli. Per incontrare Pinin è necessario andare nei suoi luoghi, che sono distanti dalla civiltà, dai rumori dell’oggi. Dunque occorre innanzitutto camminare per piccoli sentieri e poi attendere in un luogo specifico, tra il fitto degli alberi, prendendo posto attorno a una torcia. E, se non si è troppo rumorosi o curiosi, lui, Pinin, potrebbe arrivare. È brusco, selvatico, non parla volentieri ma, se gli prende la vena buona, può parlare a lungo. Le sue sono storie di alberi, di uomini, di un amore lontano. Sono anche storie di guerre, di ricordi, di viaggi, di fughe. E sono, soprattutto, storie di masche, storie di quegli esseri che proteggono, a modo loro, la terra.
L’avvicinamento al luogo dello spettacolo potrà essere effettuato tramite un percorso, di circa 2 km, che passa prima attraverso una tartufaia, poi sale in una vasta area prativa (Pra di pus = prati dei pozzi), per poi raggiungere la sommità della collina di San Pietro (mt. 471 s.l.m) dopo aver costeggiato il bosco delle orchidee. Lungo il percorso si può ammirare la roverella inserita tra gli alberi monumentali del Piemonte, che è oggi purtroppo in precarie condizioni.
Ritrovo in piazza del Municipio ore 15,00 per la camminata, rientro dopo lo spettacolo con percorso breve.
Al termine dello spettacolo un dolce arrivederci a cura della Proloco.
Ingresso gratuito, fino ad esaurimento posti, disposti secondo la normativa COVID-19.ARTEPO